STRUTTURA E MATERIALI USATI PER LA PRODUZIONE
DEI TUNNEL E TETTOIE MOBILI

DESCRIZIONE DELL'OPERA

La Struttura è realizzata in carpenteria metallica con tubolari di acciaio zincato a caldo.
Le giunzioni sono ottenute mediante la sovrapposizione ai nodi di piastre.

La Capriata di copertura è improntata sul modello Polanceu ad un contraffisso, costituita superiormente da un tubolare 140x60x3 (Fe360), inferiormente da un tubolare 60x40x3 (Fe360), e da elementi di collegamento obliqui costituiti da tubolari 40x40x3 (Fe360), solidarizzati superiormente ed inferiormente mediante opportune saldature a cordone d'angolo. Le Spalle sono costituite da tubolari 140x60x3.

Lo scorrimento delle capriate avviene su speciali ruote in acciaio pieno, con doppio cuscinetto a sfere, a tenuta stagna. Il mozzo-ruota è costituito da uno speciale carter che nasconde completamente la ruota, evitando in tal modo possibili infortuni durante lo scorrimento, oltre ad un dispositivo antideragliamento e antivento costituito da una doppia staffa dello spessore di 5 mm.

Le vie di corsa sono delle barre pressopiegate in acciaio pieno e possono essere fissate esternamente con tasselli, oppure annegate, a filo pavimento in una gettata di calcestruzzo.

Il tunnel, appositamente concepito per assicurare flessibilità di impiego ed economia di spazio, quando compattato, è stato progettato prevedendo due nuclei esterni più rigidi a cui saranno trasferite tutte le azioni dinamiche sismiche ed anemometriche che solleciteranno la struttura durante la sua vita.

Le capriate che fanno parte del nucleo esterno sono collegate tra loro mediante dei montanti longitudinali costituiti da tubolari 40x40x3 (Fe360) e dei controventi di falda trasversali realizzati con tiranti 8. Il collegamento tra le capriate interne è assicurato da montante centrale e da quelli esterni, tutti costituiti da tubolari 40x40x3 (Fe360) scorrevoli.

Sempre in prossimità dei nuclei sono previsti dei controventi verticali longitudinali a cui è affidato il compito di trasmettere al suolo le azioni dinamiche.

La copertura è realizzata con robusto telone di PVC, bispalmato con un trattamento ignifugo Classe 2, del peso totale di 0.9 kg/mq. Il telo viene fissato alla struttura a mezzo di placche termosaldate in HF e cinturini. Le testate, anteriore e posteriore sono tamponate nella parte superiore con apposito "frontalino" in telo occorrente alla chiusura del timpano delle capriate, e fissato alla struttura con piattina in alluminio; nella parte inferiore il tamponamento può avvenire con una qualsiasi porta industriale, oppure con apposita tenda in PVC scorrevole su rotaia aerea a mezzo di doppi carrelli a cuscinetto, rinforzate da aste verticali posizionate ad un metro , e catena antivento con appositi tenditori.

Colori disponibili telo da 900 gr/mq: panna

Temperatura di esercizio: -30 °C + 80 °C

Resistenza al fuoco: Autoestinguente classe 2

Garanzie: 10 anni sulla struttura zincata - 6 anni sul telo di copertura

Colori disponibili (telo coibentato - opzionale): bianco


RIFERIMENTI NORMATIVI CALCOLO STRUTTURALE

◊ Legge n° 1086/71 - C.M. LL. PP. n° 36105/92 -- D.M. LL. PP. 14/02/92
◊ D.M. 14/02/92 - D.M. LL. PP. 09/01/96 - D.M. LL.PP. 16/01/96
◊ CNR UNI 10011 - CNR UNI 10022.

NOTE SULLA NORMATIVA URBANISTICA:

Si premette che ad eccezione di diversa indicazione contenuta nel regolamento edilizio del Vs. Comune, la disciplina di legge vigente, per l'installazione di strutture mobili (strutture non fissate in modo permanente al suolo e riducibili in quanto a superficie coperta) è soggetta a semplice autorizzazione edilizia gratuita da parte del Comune. Ciò detto si segnala la legge n. 9/82 che prevede, in via generale, che sono soggette ad autorizzazioni di tipo gratuito le pertinenze ad impianti tecnologici al servizio di edifici già esistenti. Inoltre la legge 662/96 prevede che le coperture di aree tecniche possono essere installate a seguito di presentazione di "Dichiarazione di inizio attività" (DIA), e le stesse vanno valutate in deroga agli strumenti urbanistici vigenti. Sono da considerarsi pertinenze tutte quelle opere che, pur conservando una propria individualità ed autonomia, sono poste ad oggettivo rapporto di subordinazione con altra preesistente, onde renderne più agevole e funzionale l'uso.

Zoppo monospiovenza (TZM)